WMF 2026: la nostra esperienza tra AI, Conversation Intelligence e nuove connessioni

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Dal 24 al 26 giugno abbiamo partecipato al We Make Future di Bologna, uno degli appuntamenti europei più importanti dedicati all’innovazione, all’intelligenza artificiale e alla trasformazione digitale.

Un evento che ogni anno riunisce aziende, startup, professionisti e investitori provenienti da tutto il mondo per confrontarsi su ciò che sta realmente cambiando il modo di lavorare e fare impresa.

Per noi non è stata soltanto un’occasione per raccontare ciò che stiamo costruendo ma soprattutto un momento di ascolto.

Abbiamo portato askmentor davanti a centinaia di persone, raccolto feedback, discusso casi d’uso reali e verificato quanto il mercato stia maturando nella comprensione di un tema che, fino a pochi mesi fa, sembrava ancora di nicchia: la Conversation Intelligence.

E, come spesso accade negli eventi dal vivo, le conversazioni più interessanti sono state proprio quelle nate lontano dai palchi.

Conversation Intelligence: il tema più importante di questo momento storico

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una corsa verso l’adozione dell’intelligenza artificiale.

Molte aziende stanno investendo in chatbot, automazioni, agenti AI e sistemi di generazione dei contenuti. Tutto corretto.

Ma c’è una domanda che sempre più imprese iniziano a porsi: stiamo davvero valorizzando il patrimonio di conoscenza che già possediamo?

Ogni giorno un’azienda produce centinaia, a volte migliaia, di conversazioni.

Call commerciali.

Riunioni interne.

Meeting con clienti.

Sessioni di onboarding.

Supporto clienti.

Dietro queste conversazioni si nasconde una quantità enorme di informazioni strategiche che, nella maggior parte dei casi, viene persa subito dopo la fine della call.

La Conversation Intelligence nasce proprio per trasformare queste conversazioni in dati strutturati, insight e conoscenza condivisa.

Non si tratta semplicemente di trascrivere una riunione.

Significa comprendere quali obiezioni emergono più spesso durante una vendita, quali problemi raccontano i clienti, quali argomentazioni funzionano meglio, dove si bloccano i processi decisionali e quali informazioni possono essere utili anche ad altri reparti dell’azienda.

Il risultato è una knowledge base che cresce automaticamente grazie al lavoro quotidiano delle persone.

Sales, marketing, customer success, HR e management iniziano così a lavorare sulla stessa fonte di conoscenza, invece che su percezioni individuali.

È proprio questo il motivo per cui, durante il WMF, abbiamo percepito un interesse crescente verso questo approccio.

Sempre meno aziende cercano semplicemente “un’altra AI”.

Sempre più aziende cercano strumenti che permettano di prendere decisioni migliori.

askmentor: il centro della nostra esperienza al WMF

Abbiamo scelto di partecipare al WMF portando askmentor perché volevamo confrontarci ancora una volta con il mercato.

Perché un prodotto cresce davvero quando esce dall’ufficio.

Durante i tre giorni di evento abbiamo parlato con imprenditori, responsabili commerciali, founder, consulenti e professionisti provenienti da settori completamente diversi.

Ogni conversazione ci ha permesso di raccogliere nuovi punti di vista.

Abbiamo osservato come ogni azienda viva problematiche differenti, ma allo stesso tempo condivida una sfida comune: capire cosa succede realmente all’interno delle proprie conversazioni.

Molti hanno riconosciuto immediatamente il valore di poter analizzare automaticamente le call commerciali.

Altri hanno iniziato a immaginare applicazioni interne che vanno ben oltre il reparto vendite.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti di askmentor: non è soltanto uno strumento per analizzare conversazioni ma un punto di partenza per costruire una memoria aziendale sempre aggiornata.

Il feedback raccolto durante il WMF rappresenta uno degli input più preziosi per l’evoluzione del prodotto.

Nuove collaborazioni nascono prima di tutto dalle persone

Un evento come il WMF non è soltanto uno spazio espositivo.

È un luogo in cui si incontrano visioni diverse.

Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere startup, software house, aziende strutturate e professionisti con competenze complementari alle nostre.

Molti confronti si sono trasformati in idee.

Altri potranno diventare partnership nei prossimi mesi.

In un settore che evolve con la velocità dell’intelligenza artificiale, costruire relazioni è spesso il modo più rapido per creare valore.

Le collaborazioni migliori non nascono quasi mai da una mail.

Nascono da una conversazione.

Nell’era dell’AI First, parlare resta il vantaggio competitivo

Negli ultimi mesi si sente spesso parlare di aziende “AI First”.

Ed è una direzione che condividiamo.

L’intelligenza artificiale rappresenta una leva straordinaria per aumentare produttività, qualità e capacità decisionale.

Ma il WMF ci ha ricordato anche un’altra cosa.

Le tecnologie accelerano le relazioni.

Non le sostituiscono.

Nessuna demo può sostituire una domanda fatta dal vivo.

Nessun prompt può replicare completamente il valore di uno scambio spontaneo tra due persone.

Molti dei feedback più utili ricevuti durante questi tre giorni non erano previsti.

Sono emersi semplicemente parlando.

Ascoltando.

Facendo domande.

Ed è probabilmente questa la lezione più importante che ci portiamo a casa.

Più utilizziamo l’AI per eliminare il lavoro ripetitivo, più aumenta il valore delle conversazioni autentiche.

Conclusione

Torniamo dal WMF con molte conferme e ancora più idee.

Abbiamo validato intuizioni, raccolto nuovi stimoli e incontrato persone con cui speriamo di costruire progetti nei prossimi mesi.

Soprattutto, abbiamo avuto la conferma che la Conversation Intelligence sta diventando un tema sempre più centrale per le aziende che vogliono prendere decisioni migliori, valorizzare la conoscenza interna e trasformare ogni conversazione in un patrimonio condiviso.

Per askmentorquesto rappresenta un nuovo tassello nel percorso di crescita l’inizio.

E noi non vediamo l’ora di continuare questo percorso insieme alle aziende che vogliono costruire il futuro partendo da ciò che ogni giorno già possiedono: le proprie conversazioni.

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